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The in-between age 

by Claudio Composti

 

The word “adolescence” comes from the Latin alère– to feed; one who feeds is “adolescent.” This phase of life (which these days tends to get longer and longer) is full of anxiety and uncertainty about the future, bursting with drives and pulsations that hover between a need for reassurance and, simultaneously, a craving for freedom. It’s when everything seems confused, the world hostile: a battle to be waged in order to find yourself. That “in-between” age, when life can go in all sorts of directions and the burden of expectation is unbearable; when you feel trapped in suffocating cellophane that not only keeps you from moving but also from seeing things clearly.

Gabriele Corni focuses on this age of transition – a transition we all know. Adolescents in limbo, constantly searching for their identity. It is precisely in that age of transition that an aware parent, an encounter, a book, a positive or negative experience, can change your life and give it meaning. Like butterflies emerging from their cocoon, adolescents are chrysalids, ready to transform, beings suspended in a precarious emotional state, their conscience evolving.

L’età di mezzo. 

di Claudio Composti

 

La parola adolescenza viene dal latino alère = nutrire: «adolescente» è colui che si nutre. In questa fase della vita, che tende ad allungarsi sempre più oggi, prevalgono sentimenti d'ansia e d'incertezza verso il futuro e irrompono quelle spinte pulsionali in bilico tra una ricerca di rassicurazione e, nello stesso tempo, un forte desiderio di libertà.

E’ il momento in cui tutto sembra confuso, il mondo circostante ostile, contro cui lottare per definire sé stessi. Quell’età di mezzo quando le direzioni sono molteplici ed il peso delle aspettative sembra impossibile da sopportare; quel momento che fa sentire bloccati, come dietro un cellophane soffocante che impedisce non solo di muoversi, ma di vedere in là più chiaramente. Gabriele Corni sposta la sua ricerca su questo momento di passaggio che tocca tutti. Sospesi in un limbo alla ricerca costante di Sé, gli adolescenti cercano un modo per definirsi. E’ in quel passaggio d’età che un genitore presente, un incontro, un libro, un’esperienza positiva o negativa può cambiare la vita e dare una direzione. Come un bozzolo da cui nasce la farfalla così l’adolescente è la crisalide, pronto ad una metamorfosi, entità sospesa in uno stato emotivo in bilico, una coscienza in evoluzione. 

Ready to fulfil their destiny or, as James Hillman writes in The Soul’s Code, to find their calling: 

“The soul of each of us is given a unique daimon before we are born, and it has selected an image or pattern that we live on earth. This soul-companion, the daimon, guides us here; in the process of arrival, however, we forget all that took place and believe we come empty into this world. The daimon remembers what is in your image and belongs to your pattern, and therefore the daimon is the carrier of your destiny.

As explained by the greatest of the later Platonists, Plotinus (A.D. 205-270), we elected the body, the parents, the place, and the circumstances that suited the soul and that, as the myth says, belong to its necessity. This suggests that the circumstances, including my body and my parents whom I may curse, are my soul’s own choice – and I do not understand this because I have forgotten.” (James Hillman, “The Soul’s Code,” 1996, Ballantine Books).

Pronta a realizzare il proprio Destino o, come scrive Hillman ne Il Codice dell’anima, per realizzare la propria vocazione:“Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra e riceve un compagno che ci guidi quassù, un dàimon (una personalità, l’anima) che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. E’ il dàimon che ricorda… il disegno prescelto. È lui dunque il portatore del nostro destino. Secondo Plotino (205-270 d.C.), il maggiore dei filosofi neoplatonici, noi ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima e corrispondenti, come racconta il mito, alla sua necessità. Come a dire che la mia situazione di vita, compresi il mio corpo e i miei genitori che magari adesso vorrei ripudiare, è stata scelta direttamente dalla mia anima, e se ora la scelta mi sembra incomprensibile, è perché ho dimenticato.”(James Hillman, “The Soul’s Code,” 1996, Ballantine Books).

Adolescence is awareness of one’s daimon.

Hillman discusses the “acorn theory,” which holds that each person bears a uniqueness that asks to be lived and that is already present before it can be lived. Just as the acorn contains the potential destiny of the oak, each of us has a distinct calling that asks to be fulfilled. In presenting his theory, Hillman refers to an ancient myth: Plato’s Myth of Er, which says that even before birth, each of us chooses an image or pattern that we will then live on earth, receiving a daimon that reveals our Calling, which is still vague in the eyes of the adolescent, who has to search and achieve it. Here the presence and role of parents are essential: adolescents experience anxiety if they don’t receive answers and emotional guidance. In a state of apathy, they defend themselves against those who haven’t prepared them to face the future as adults.

L’adolescenza è la presa di coscienza del dàimon.

Ancor prima della nascita dunque vi è un seme unico e particolare che ci chiama a realizzare qualcosa di altrettanto unico e particolare; quella che Hillman chiama "teoria della ghianda": l’idea che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente (innata) prima di poter essere vissuta. Come la ghianda contiene in sé il potenziale destino di quercia, in ognuno di noi è racchiusa una distinta vocazione che chiede di essere realizzata. Hillman nell’esporre le sue tesi si rifà ad un mitomolto antico: il mito di Er di Platone, raccontato ne La Repubblica. Il mito racconta la stessa teoria, per cui ancor prima della nascita ognuno di noi sceglie un’immagine o un disegno che poi vivremo sulla terra e riceve un dàimon che risveglia la cosiddetta Vocazione, che è ancora una nebulosa davanti agli occhi dell’adolescente, che sente di dover cercare e realizzare. E’ qui che la presenza ed il ruolo genitoriale sono fondamentali: senza risposte ed una buona educazione sentimentale alle spalle gli adolescenti vanno in crisi, soli con un senso di a-patìa, cioè la mancanza di spinta sentimentale, come reazione di difesa da chi non gli ha dato gli strumenti per affrontare il futuro come adulti. 

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Gabriele Corni’s photos portray the as-yet unexpressed daimons of adolescents, trapped in suffocating cellophane that keeps them from seeing clearly, paralyzed in what Italian sociologist/psychologist Umberto Galimberti (who specializes in adolescents) calls the “absolute present”: 

The futuremeans to reach out to some goals. When there are no goals, when the future promises nothing, then people break down and are haunted by the question: “Why am I living? What is the meaning of my life? What am I doing?” And again, “… a glimpse at a future like this would produce anxiety. This has created the age of nihilism, which Nietzsche defines as a lack of values, lack of goals (from the Greek verb skopeo – to look at a target).Without a goal, an adolescent has no incentives, no answers to questions such as: why get involved, why struggle?”

Gabriele Corni ritrae nei suoi scatti i dàimon ancora inespressi di adolescenti, bloccati sotto un cellophane soffocante che non permette loro di vedere bene oltre, paralizzati in quello che il sociologo/psicanalista esperto in adolescenti Umberto Galimberti chiama l’assoluto presente: “Il futuro è imprevedibile e quando è imprevedibile non retroagisce come motivazione…se non c’è niente davanti a me che opera da incentivo, che senso ha prendersi le responsabilità di fare?...” dice, e ancora “…uno sguardo su un simile futuro produrrebbe angoscia. Si crea cosi l’età del nichilismo, che Nietzche definisce come mancanza di valori, mancanza di scopo (dal verbo greco skopeo = guardare un bersaglio). Se manca uno scopo, l’adolescente non ha spinte “…non ha risposte ai perché: perché impegnarsi ? perché sforzarsi ?”. 

Therefore, emotional guidance by parents, consisting of presence, quality time, and devotion, will enable adolescents to become people used to feeling and expressing their Ego, including by means of finding themselves by opposing parental authority.

But if parents are unable to build a relationship based on sharing emotions, they will crush their children under hopes, expectations, conscious and unconscious feelings of guilt, or demands that will keep those young souls from taking flight. If parents support their children’s gifts and thus allow their calling to bloom, they will create sensitive, aware people, whereas if they are unable to provide emotional guidance they will create clones of themselves on which to vent all of their anger and frustration. Therefore, this in-between age is a testing ground for young people and parents alike.

Perciò l’educazione sentimentale dei genitori, fatta di  presenza, qualità di tempo, dedizione farà di un adolescente una persona abituata a sentire ed esprimere il proprio Io, anche attraverso le battaglie per la definizione del sé, contro l’autorità (genitoriale) oppure, se non saranno capaci di costruire una relazione di scambio emotivo, schiacceranno quei figli sotto attese, aspettative, sensi di colpa consci e inconsci o richieste che appesantiranno il volo di quelle giovani anime. Chi saprà assecondarne i talenti e quindi farne sbocciare la vocazione creerà delle persone consapevoli, mentre genitori incapaci di dare questa educazione sentimentale creeranno cloni di sé, su cui riversare frustrate mancanze. 

L’età di mezzo diventa così banco di prova per questi giovani e per i genitori stessi. 

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Gabriele Corni has photographed some millennials who are used to getting everything easily by means of technology and are condemned to sedentary apathy due to an overdose of virtual reality: friends, sex, food, things, places are all just a click away, eliminating the wait but also the joy of achievement. Nothing is given any value. But it is precisely when you are free, when everything is possible, that you have to be more alert and give yourself limits and rules, self-discipline, so that you don’t forget the value of things, so that you can choose. This is where emotional guidance by parents becomes an invaluable example for the future.

Gabriele Corni ritrae alcuni adolescenti della generazione dei millennials, abituati alla conquista facile di tutto attraverso le tecnologie e condannati a una sedentaria apatìa per una overdose di realtà virtuale: amici, amori, cibo, cose, luoghi sono tutto a portata di click, azzerando le attese e la sete di conquista. Non si dà valore a nulla. Perché è proprio quando si ha più libertà e tutto è possibile che bisogna essere più vigili e darsi limiti e regole, autodisciplina, per non perdere il valore delle cose e scegliere. E quindi è qui che assume ancor più valore una buona educazione sentimentale genitoriale, che sia d’esempio.

Virtual reality often leads young people to confuse borders and limits, to lose interest in life, made of scents, friends, efforts, travel, tastes: all those experiences that are impossible under the plastic used in Gabriele Corni’s photos. The in-between age is also the time for conflicts with parents, to “kill” the Oedipic mother and father figures. According to Galimberti, “Then in high school Eros arrives, understood not only as sexuality, but as a desire for knowledge, feeling, and emotion, forcing young people to remake and rejudge themselves and the world.” 

The adolescent crisis is therefore natural and promotes growth. The word crisis derives from the Greek Xrino - judge, evaluate, possibility. You question everything, you venture out and form your worldview. But young people are often apathetic because they don’t feel boredom (just too frightening), not realizing that boredom leads to creativity. It’s what turns a ruler into wings if slid under a pen clip, making it an airplane in a child’s imagination. No: now everything is organized, everything is ready immediately, and intuition and fantasy are anesthetized by images on a cellphone or a smart TV, which means that parents no longer have to take the trouble to share words, thoughts, and emotions with their children. This is the source of their psycho-apathy. 

Il virtuale porta spesso a confondere confini e limiti, a disinteressarsi alla Vita, quella vera, fatta di odori, amicizie, sforzi, viaggi, sapori. Quelle esperienze che, sotto quella plastica che usa Gabriele Corni, non si possono vivere. L’età di mezzo prevede anche lo scontro con i genitori, per “uccidere” le figure edipiche di madre e padre… “Poi al Liceo subentra l’Eros, non solo inteso come sessualità, ma come voglia di conoscenza, sentimento ed emozione: che costringe i giovani a rifare e rigiudicare sè stessi e il mondo”dice Galimberti. La crisi adolescenziale quindi è naturale e positiva per crescere. Crisi deriva da Xrino= giudicare, valutare, possibilità. Si mette tutto in discussione, ci si affaccia al mondo e si delinea la propria visione. Ma spesso i giovani sono a-patici perché non sentono la noia, che oggi fa tanta paura, mentre è il luogo in cui si crea; è quello che fa diventare un righello ali se infilato nel fermaglio di una penna, che diventa cosi aeroplano nella fantasia del bambino; mentre oggi tutto è organizzato, tutto è subito pronto e le percezioni e le fantasie vengono anestetizzate dietro le immagini nello schermo di un telefonino o di una smart-tv che evitano ai genitori la briga di dover scambiare parole pensieri ed emozioni con i figli; da qui la loro psico-apatia.

A spoiled and apathetic adolescent won’t want to change the world. Desire has revolutionary potential, as Giles Deleuze says. It’s what makes you change your life – the life that Gabriele Corni’s adolescents are approaching but have not yet mastered, their faces full of doubt and fear, hopes and false assurances. They challenge us to answer their questions, as adults. These photos reflect a new sensitivity and awareness that parents can no longer be without.

 Un adolescente viziato e apatico non avrà voglia di cambiare il mondo. Il desiderio è potenzialmente rivoluzionario, come dice Gilles Deleuze. E’ la macchina che ti fa cambiare la Vita. Quella vita a cui si affacciano gli adolescenti di Gabriele Corni, ma di cui ancora non ne sono padroni: nei loro sguardi ci sono i dubbi e le paure del mondo. Le speranze e le false sicurezze. Ci sfidano a dare risposte alle loro domande, da adulti. Specchio, per chi è genitore, di una nuova sensibilità e consapevolezza che non è più permesso non avere.

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